Il teatro dell’oppresso

Le docenti Martina Masola e Arianna Tramonte avevano progettato un laboratorio per le classi quarte dei plessi “G. Galilei” e “G. Zanon” sul metodo del teatro dell’oppresso, per far riflettere gli alunni sulla diversità di ciascuno e permettere a tutti di esprimersi comunicando con il corpo e non solo con la voce.

Ecco un messaggio che desiderano mandare agli alunni di quarta primaria e ai loro genitori:

Cari ragazzi e cari genitori,
siamo la maestra Arianna e la maestra Martina e oggi vi parliamo di Teatro dell’Oppresso.
Il Teatro dell’Oppresso è una pratica teatrale poco convenzionale, che si adatta bene ad essere utilizzata anche nei contesti scolastici, grazie alle dinamiche dei suoi giochi-esercizio.
I giochi-esercizio vanno a simulare relazioni e conflitti che caratterizzano il contesto classe quotidianamente e grazie al fatto che sono, appunto, ludici, permettono di sperimentare e filtrare le emozioni che sono proprie delle relazioni e dei conflitti reali.
Il punto cardine di questa pratica è la diversità intesa come ricchezza e come spunto da cui partire per realizzare interazioni autentiche e spontanee. Insomma: ognuno si mette in gioco con le proprie forze e debolezze, in un incontro fatto di giocosità.
Non potendo realizzare il laboratorio in presenza, vi proponiamo i seguenti video che spiegano alcuni dei giochi-esercizio che vi avremmo proposto durante la pratica teatrale in presenza.
Buon divertimento!

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